Accoglienza sotto attacco

A fronte di una situazione così problematica, il panorama italiano è segnato da un clima di sfiducia e denigrazione verso i servizi che si occupano di accoglienza di immigrati, ma anche di minori, che è ormai palpabile.

Pensiamo, ad esempio, alle recenti dichiarazioni di Salvini che, nel Congresso Internazionale delle Famiglie che si è svolto dal 29 al 31 maggio 2019 a Verona, ha preso una posizione forte sul tema dell’accoglienza dei minori fuori famiglia: «Ribadisco l’intenzione di chiedere l’istituzione di una commissione di inchiesta sulle case famiglia, per verificare la situazione delle decine di migliaia di minori che troppo spesso sono ostaggi di chi fa business sulla pelle dei bambini». E immediatamente, il 2 aprile 2019, la Lega ha depositato al Senato e alla Camera la proposta di legge per istituire una Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività di affidamento di minori alle case famiglia. Fra gli obiettivi dichiarati, quello di «Fare chiarezza sul numero dei minori coinvolti, in quali strutture siano ospitate e se quest’ultime rispettino gli standard minimi su servizi, assistenza, costi e trasparenza».

Più strisciante, ma efficace!,  è  la comunicazione che passa attraverso i Media: un esempio è la messa in onda della fiction “L’amore strappato” che, a partire da un caso vero di un errore giudiziario, tuttavia sembra promuovere  una visione in cui i servizi sociali“strappano” i figli dalle braccia della madre. I commenti sui social  ne sono la conferma .

E soprattutto, facendo una rassegna di come la carta stampata affronta la tematica, ciò che è sottolineato è sistematicamente ciò che nel sistema di accoglienza non funziona, lasciando prive di voce tutte quelle realtà e quei servizi che operano in maniera trasparente ed efficace.

Il problema, purtroppo, è di portata anche più ampia. Il clima attuale italiano, innegabilmente, è ormai quello della non-accoglienza, della paura della diversità, della “semplificazione” dei ragionamenti.

E, in un contesto del genere, la Campania sembra non essere più in grado di tutelare i minori in difficoltà e di garantirne i diritti.

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