I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia

Articolo da Gruppo CRC >

Le politiche dell’infanzia in Italia continuano ad essere prive di una visione strategica.
Minori in povertà, accesso ai servizi sanitari per l’infanzia, nidi, tempo pieno, refezione scolastica: il divario regionale nelle condizioni di minori e adolescenti è ampio, specie tra Nord e Sud.

In occasione dell’esame dell’Italia del prossimo anno presso il Comitato ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza le 96 associazioni del Gruppo CRC pubblicano il 3° Rapporto Supplementare di monitoraggio dell’attuazione della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (CRC) in Italia e dei suoi Protocolli Opzionali. Il rapporto con 157 raccomandazioni si rivolge a rappresentanti del Governo, agli Enti Locali, nonché ai parlamentari auspicando che ogni istituzione possa, nel proprio ambito di intervento, adoperarsi al fine di risolverle e di migliorare le politiche per l’infanzia e l’adolescenza in Italia.

Il Comitato ONU è preoccupato che il trasferimento dei poteri dagli Enti di governo centrali a quelli regionali, fino agli organi più decentrati, possa portare a un’applicazione non uniforme della Convenzione a livello locale.

I “Livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali” (LEP) previsti dalla Costituzione ma non ancora compiutamente definiti, rappresenterebbero un prezioso strumento per garantire il godimento di
tali diritti in un contesto fortemente differenziato e frammentato come quello italiano.  Anche nel parere espresso dalla Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, in riferimento al IV Piano Nazionale Infanzia, si sottolinea la necessità di “un impegno strutturato per la definizione dei LEP come premessa per un finanziamento stabile della spesa per i bambini e gli adolescenti, rafforzando anche la vigilanza sulla concreta traduzione operativa delle azioni indicate, con particolare riferimento alla necessità di riordino tramite una governance unitaria per superare la frammentazione nei servizi all’infanzia.

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