Il centro nord assorbe quasi tutto il 5×1000

Investire al sud, investire nelle piccole organizzazioni, produce un bene immediatamente tangibile ed è un aiuto grande e concreto in un panorama dove questo aiuto è davvero molto necessario, perché il gap con il nord, anche a livello organizzativo è ancora grandissimo, nonostante gli sforzi delle organizzazioni sociali.

Il 5×1000 negli anni per E.T.I.C.A. è stato un importantissimo contributo per la sostenibilità dei progetti e percorsi delle ragazze che ospitiamo. Il vostro 5×1000 ci ha aiutato a mettere in campo azioni e strumenti più efficaci per le ragazze per
ospitarle in una casa accogliente e personalizzata,
sostenere il superamento della condizione del loro disagio psicologico ed esistenziale, in particolare legato al maltrattamento e l’abuso, favorire la scoperta di attitudini e potenzialità, sostenere il rafforzamento dell’autostima , il senso di autonomia e responsabilità,aiutarle a costruire una solida capacità di prendersi cura di se stesse, della propria abitazione, delle proprie relazioni e sostenerle nella ricerca di un lavoro.

art. cit.  hermes4punto0.it 

E’ il Centro-Nord Italia a fare, con l’89%, ‘la parte del leone’ nell’acquisizione della quota del 5 per mille dell’Irpef, indicata nelle dichiarazioni dei redditi: al Sud va il rimanente 11%, e le sole regioni Lombardia e Lazio insieme assorbono il “56,3%” del totale delle risorse.

Lo scrive la Fondazione nazionale dei commercialisti, che ha esaminato le scelte dei contribuenti nel 2016: ammontano a “14 milioni 114.642”, si legge, gli italiani che hanno scelto di sostenere organismi del terzo settore ed amministrazioni pubbliche. In totale, sono “54.996” i soggetti destinatari di una quota del 5 per mille “per un ammontare complessivo di quasi 500 milioni di euro (precisamente 491.636.307 euro)”.

A parte i Comuni e le Associazioni sportive dilettantistiche, che “hanno assorbito il 5,7% del totale”, la parte più consistente delle risorse del 5 per mille è “appannaggio degli Enti del volontariato e di quelli della ricerca scientifica e/o sanitaria: i primi raccolgono 314.689.624 euro (il 64% del totale) con una media di 7.985 euro a testa, mentre ai secondi vanno 149.125.605 euro (30,3% del totale) con una media, però, più elevata, e pari a 298.849 euro”.

Le onlus maggiormente ‘premiate’ dai contribuenti risiedono nel Centro-Nord della Penisola, e sono “Emergency, Medici senza frontiere e Comitato italiano per l’Unicef nel primo caso, associazioni per la ricerca sul cancro nel secondo (ubicate fra Lombardia, Piemonte e Lazio)”, mentre il Mezzogiorno “va sul podio per le associazioni sportive dilettantistiche”.

In vetta alla classifica delle regioni “capofila c’è la Lombardia (36,9% del totale), seguita da…leggi di più>

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