Pensieri Sparsi

Etica è maggiorenne, un risultato sorprendente e da festeggiare​ in  questo mercato delle politiche sociali. Sorprendente, perché la qualità  nelle  pratiche e non teorica, non è sempre perdente; da festeggiare come nuova nascita, poiché ogni anno che passa è nuovo, faticoso, ma bello per rinascere e ridirsi ciò che si è, ciò che va lasciato, che è di peso, di intralcio, è sovrastruttura;  ciò che va conservato come tesoro da custodire, poiché è storia, relazioni autentiche, conflitti che fanno crescere, essenzialità,  vita vissuta.
L’essere un’organizzazione, l’essere in un contesto complicato e complesso, è essere vivi, essere sempre in movimento, e perché no, a volte fermi per riflettere.
Etica l’ho incrociata varie volte nella mia esperienza di studio ERRESSE, finita per me e per i soci fondatori, e che continua in altro senso. Vi ho incrociate  nel lavoro comune, in alcune fasi della mia professione, nella formazione e nell’attività di ascolto del Terzo Settore. Vi ho  incrociate nelle riflessioni informali ed autentiche con alcune di voi. A volte abbiamo sognato insieme, abbiamo tentato di costruire interventi, ma poi il tempo, l’emergenza della sostenibilità personale e organizzativa, ha fermato lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi culturali e sociali. Io penso che niente sia perduto, è c’è un tempo per ogni cosa, quindi forse ci saranno tempi in cui ci rincontreremo nelle prassi.
Devo dire che in un Terzo Settore, oggi messo sotto attacco, a volte a ragione , a volte a torto, Etica mi sembra un esempio positivo della capacità di vivere in un contesto difficile e faticoso, con dignità e qualità di interventi e servizi. aldilà di ideologismi di facciata, ma con motivazioni ben salde nelle radici, che vivono la prassi e la sostenibilità come operatività profonda, attenzione e delicatezza per i beneficiari e gli operatori.
La cura degli operatori che Etica, nella sua capacità di rimanere piccola dedica, contrasta con la produttività delle

​ Politiche Sociali attuali, basate su procedure ed emergenze volute, in cui gli operatori sono lasciati al loro destino e diventano “operai di fabbrica” inseriti in processi  di tipo fordista, una regressione enorme che vive il mondo del lavoro, frammentato e spersonalizzato, oggi più che mai. La crisi economica si combatte ridando dignità a tutti, valorizzandoli in processi di emancipazione e liberazione, garantendo investimenti oculati e valutazione degli interventi.

Permettetemi dopo il caos di questi brevi pensieri, due considerazioni rapide: Etica avrà cento anni davanti a sè se saprà coniugare motivazione forte, competenza, passione a capacità di vedere oltre…saper fare delle cose e non altre, richiede creatività, istinto, apertura al nuovo, mantenendo radici salde, ma garantendo sostenibilità economica e q​ualità sociale degli interventi.

​Un’ultima considerazione è quella di aprire nuovi fronti, seppur essendo ancorati alla vostra mission. La violenza di genere e sui bambini ha un soggetto che è carnefice e vittima di se stesso, perché non iniziare ad occuparsi di identità maschile?  Forse già lo fate, forse è una mia proiezione, forse può essere la strada per trattare i temi della violenza di genere e familiari partendo dalle ombre scatenanti e non dai traumi, effetto drammatico delle violenze.
Carlo Maria Cananzi, consulente e formatore
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