Salute mentale a Napoli a 40 anni dalla legge Basaglia

 

Articolo cit. inchiesta di Napolicittasolidale.it>

“Continuiamo a garantire l’applicazione della legge 180, il che significa mettere sempre al centro le persone, con le loro storie, i loro bisogni, i loro sogni, i loro diritti,. Garantiamo ancora dieci servizi territoriali aperti h 24 con la garanzia cioè di accedere sempre in ogni ora della giornata e  in ogni giorno dell’anno, con risorse che stanno sempre più impoverendosi. Con l’impegno quotidiano degli operatori stiamo riuscendo a garantire il seguimento di almeno 15mila persone che soffrono di vari disturbi di natura psichica e stiamo provando a continuare ad esistere e a resistere, perché penso che il fatto di non avere manicomi è una grande conquista e non dobbiamo tornare più indietro”, dice il direttore del Dipartimento di Salute Mentale della Asl Napoli 1 Centro Fedele Maurano (guarda l’intervista completa). E uno dei segni che a Napoli i sofferenti  psichici vengono seguiti attraverso programmi di cura personalizzati h 24 è il numero basso dei TSO, i trattamenti sanitari obbligatori: 122 quelli registrati nell’ultimo anno, sotto la media nazionale che è di 17/18 ogni 100mila abitanti (a Napoli su una popolazione di un milione di persone sarebbero dovuti essere tra i 170 e 180). 

Dipartimento di Salute Mentale della Asl Napoli 1 Centro Fedele Maurano>,  lo psichiatra Michele Gargiulo> (Gesco),

A Napoli sono circa 15mila le persone con disturbi psichici in cura ai servizi di salute mentale, e di queste circa 1700 sono minorenni. A ciò bisogna aggiungere un dato “sommerso” di circa 700 ragazzi all’anno che si rivolgono al pronto soccorso per situazioni di emergenza: disturbi psichici collegati all’abuso di droghe o di alcol.

E se in tutto il Paese le statistiche indicano un aumento dei sofferenti psichici – tra il 2006-2013 oltre 1 milione in più – allo stesso tempo la linea politica italiana è quella di tagliare la spesa della sanità, comportando la difficoltà a garantire i livelli essenziali di assistenza previsti per legge. Ovvie le ricadute locali: il dato della Campania è che appena il 2,4% del bilancio dei fondi sanitari aziendali è destinato ai servizi di tutela per la salute mentale, molto al di sotto della soglia del 5% prevista per legge (dati Ministero della Salute). Per avere un termine di paragone si può considerare Trieste che, con una popolazione di 235 mila persone, spende circa 18 milioni di euro, mentre Napoli con 1 milione di abitanti spende circa 35-37 milioni. Se la spesa fosse in linea con quella di Trieste si dovrebbero spendere 80 milioni che corrisponderebbero proprio al 5 per cento previsto.

Ma qual è la situazione oggi dei servizi per la salute mentale a Napoli?

Leggi di più >

 

Seguici su:
Facebook
Twitter
LinkedIn
Instagram

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial