Tante voci in difesa

In questi brusìo di accuse alle comunità che si occupano di ragazzi cresciuti fuori famiglia, è importante ascoltare la voce autorevole di quei professionisti che da anni sono impegnati in questo settore.

In merito alle parole di Salvini, una prima voce di rilievo è quella di Liviana Marelli, referente per i minorenni del Cnca (Coordinamento nazionale della comunità di accoglienza).  La Marelli definisce le recenti accuse del Ministro dell’Interno una «stortura non solo politica ma anche umana». Difatti, come ricorda la referente Cnca, non solo le rette millantate di 400 euro non corrispondono al vero, ma le cooperative sociali che si occupano del settore, proprio a garanzia della trasparenza, sono tenute a rendere pubblici i bilanci.

Altra voce autorevole che si è alzata in difesa delle comunità è quella di Giovanni Fulvi, presidente del Cncm (Coordinamento nazionale delle comunità per minori), dalle cui parole emerge come le comunità garantiscano poi una tutela a quei minori che non sono in stato di adottabilità; se l’accusa è quella di “tenere in ostaggio” dei minori nelle comunità, i dati dicono invece che «non ci sono frotte di bambini che attendono d’essere adottati», spiega Fulvi, anzi la comunità è necessaria proprio perché «si lavora per farli rientrare nella loro famiglia di origine».

Infine, le parole di Gigi De Palo, presidente del Forum di Verona, rappresentano un’apertura verso la possibilità di parlare in maniera più pertinente – e più umana, anche – dei servizi che si occupano di famiglie e di minori: «Ora sappiamo come non si deve parlare di famiglia, di vita e di donne (…) c’è un mondo reale che vuole politiche per la famiglia e per la natalità e che ci si può mettere seriamente attorno ad un tavolo a lavorare».

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